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La Porta dell’Inferno esiste per davvero. Sai dove si trova?

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Si tratta di un cratere dell’Asia Centrale che brucia da più di cinquant’anni, ma ora il governo vuole cercare di spegnerlo…

Il cratere di Darvaza si trova in Turkmenistan ed è diventato celebre con il nome “Porta dell’Inferno”.

In turkmeno la parola derweze, che proviene dalla lingua persiana, significa “cancello”: un cancello infernale che, tuttavia, ha un’origine umana, o almeno così sembrerebbe.

Porta dell'inferno
Porta dell’inferno

La Porta dell’Inferno in Turkmenistan

Porta dell'inferno
Porta dell’Inferno

La Porta dell’Inferno di Darvaza si trova sopra a un giacimento di gas naturale, nel deserto del Karakum.

È il 1971 quando un gruppo di geologi sovietici in cerca di petrolio decide di installare nella zona una piattaforma di perforazione.

Che cosa accade? L’agognato oro nero non viene trovato, tuttavia la terra cede crollando all’improvviso e definitivamente.

In un attimo fatale tutte le attrezzature scientifiche precipitano nella caverna sottostante, per fortuna senza causare vittime anche se non sapremo mai le conseguenze per la salute a danno degli abitanti del villaggio che esiste non lontano da qui.

I ricercatori, preoccupati per l’eventualità di gas tossici, decidono di appiccare il fuoco all’interno della caverna, ma l’incendio che divampa anziché spegnersi nell’arco di pochi giorni trova materia sufficiente per continuare a bruciare per anni, fino ad oggi.

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La Porta dell’Inferno brucia da oltre cinquant’anni. Nel frattempo questo tratto del deserto turkmeno del Karakum si è trasformato in un’insolita attrazione in grado di attirare turisti. Durante il mese di giugno 2024 Serdar Berdimuhamedow, presidente del Turkmenistan in carica dal 2022, ha menzionato l’ipotesi di chiudere il cratere di Darvaza, questione di cui si era già parlato in precedenza: ora si stanno valutando le possibilità effettive e, soprattutto, cercando un modo per farlo.

Quale la motivazione? Alle spalle, si cela un ragionamento riguardo agli eventuali danni ambientali e per la salute, senza contare la pericolosità del metano per l’effetto serra, ma anche la considerazione di una risorsa estremamente preziosa che al momento non può essere sfruttata. Nel 2010 si era già tentato di spegnere il cratere, tuttavia senza successo.

In verità, questa non è l’unica versione della storia. L’esploratore George Kourounis nel novembre del 2013 si è calato nel cratere di Darvaza, primo al mondo a farlo: un’esperienza surreale, finanziata in parte dal National Geographic, che l’ha portato – come in un film di fantascienza – ad approfondire ricerche applicabili al sistema solare sull’esistenza in condizioni estreme e la sopravvivenza di microrganismi esposti ad alte temperature.

I 17 interminabili minuti passati nel cratere hanno anche contribuito a rendere celebre Darvaza in tutto il mondo.

Secondo il ricercatore quella messa in circolo potrebbe essere con buone probabilità una leggenda metropolitana, infatti studiosi turkmeni presenti da decenni sul territorio avrebbero ipotizzato un crollo risalente già agli anni Sessanta: l’incendio si sarebbe sviluppato solo successivamente, negli anni Ottanta.

Al momento il cratere di Darvaza continua a bruciare e attirare curiosi. Delle ricerche svolte in precedenza e dell’incidente qui accaduto non sembrano essere presenti registrazioni: il villaggio un tempo presente è stato evacuato anni fa.

Intanto, le fiamme non smettono di avvampare e affascinare, lasciando la Porta dell’Inferno avvolta in un’atmosfera irreale.

Come arrivare

Per raggiungere il Turkmenistan dall’Italia è necessario prenotare un volo diretto all’aeroporto internazionale di Ashgabat.

I periodi migliori per viaggiare nel Karakum e alla scoperta di Darvaza sono considerati la primavera, in particolare il periodo da aprile a giugno, e la fine dell’estate, i mesi di settembre e ottobre.

Ricordiamo che per l’ingresso in Turkmenistan è necessario il visto. La capitale si trova a una distanza di 260 chilometri circa dal cratere di Darvaza, che potrà essere raggiunto noleggiando un mezzo, di solito 4×4, oppure partecipando a un tour organizzato.

Alcuni viaggi organizzati in partenza dall’Italia prevedono Darvaza nell’itinerario di viaggio. Di solito esiste la possibilità di pernottare nel sito usufruendo del campeggio, l’unico disponibile presente, nel cuore del deserto.

Qui si potrà vivere la magia della notte silenziosa fra le dune del Karakum, uno dei deserti più grandi dell’Asia centrale, e, da lontano, immersi nel buio totale, avvistare i fuochi della Porta dell’Inferno.

Foto della Porta dell’inferno

Porta dell'inferno
Porta dell’inferno
Porta dell'inferno
Porta dell’inferno
Porta dell'inferno
Porta dell’inferno
Porta inferno
Darvaza
Porta inferno
Porta dell’Inferno Darvaza

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