Quali sono i borghi di montagna del Friuli Venezia Giulia da non perdere?
Il Friuli Venezia Giulia custodisce alcuni dei borghi di montagna più suggestivi e autentici d’Italia.
Immersi tra le Alpi Carniche e le Dolomiti Friulane, questi piccoli centri abitati offrono un perfetto connubio tra natura incontaminata, architettura tradizionale e antiche tradizioni che si tramandano da secoli.
Passeggiare per i vicoli di questi borghi significa scoprire case in pietra e legno, respirare l’atmosfera alpina e assaporare i sapori genuini della cucina locale.
Ecco i borghi di montagna più belli del Friuli Venezia Giulia, ideali per una fuga rigenerante all’insegna della tranquillità, della cultura e dell’avventura all’aria aperta.
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Poffabro, Pordenone
Poffabro è un incantevole borgo in provincia di Pordenone, nell’area delle Prealpi Carniche del Friuli-Venezia Giulia.
“Presepio tra i presepi”, così è definito il borgo quando a Natale vengono allestiti presepi tra cortili, finestre e porticati.
Annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, Poffabro affascina con le casette di pietre tagliate a vivo, i balconi di legno, le intime corti e le abitazioni di pianta cinque-seicentesca. Ma soprattutto camminare tra vicoli, scalette, archi e ballatoi in perfetta armonia con la natura circostante, vi farà sentire in un borgo incantato.
La Val Colvera, dove sorge Poffabro, fu piuttosto frequentata fin dall’epoca romana quando era attraversata, proprio ai piedi del monte Ràut, dalla strada che dalla colonia militare di Julia Concordia apriva la via verso il nord, attraverso le Alpi.
Ma poi isolata fino a fine Ottocento, la Val Colvera è diventata un luogo silenzioso e solitario, testimone di antiche tradizioni e leggende.
Tarvisio
Tarvisio è una delle più importanti località montane e uno dei più rinomati poli sciistici del Friuli-Venezia Giulia.
Grazie alla sua particolare posizione a ridosso del confine, è un crocevia di lingue e culture dove si incontrano Italia, Slovenia e Austria.
Tarvisio è anche meta di numerosi pellegrini grazie al suggestivo Santuario della Madonna del Lussari, luogo in cui la tradizione narra sia avvenuta un’apparizione della Madonna. Tarvisio, inoltre, vanta la più grande foresta demaniale d’Italia (24.000 ettari), circondata dalle Alpi Giulie.
Tarvisio, dunque, è la meta ideale per gli amanti dello sport in qualsiasi stagione. D’estate si può fare trekking o passeggiate a cavallo e in mountain bike, per andare alla scoperta di sentieri nel verde, ampie radure, rifugi e malghe.
Gli alpinisti poi si divertono a scalare le maestose vette. L’inverno, invece, è la stagione degli sciatori che possono esplorare le piste di Tarvisio immerse in meravigliosi boschi.
Se volete scoprire anche i dintorni di Tarvisio, ricordatevi dei laghi di Fusine, uniti tra loro da un affascinante percorso immerso nel verde.
Infine, se capitate a Tarvisio il 5 dicembre, sappiate che per le strade della città girano i Krampus, terribili diavoli che a suon di grida e campanacci annunciano l’arrivo di San Nicolò. Una tradizione che si ripete di anno in anno.
Sauris
Sauris è un incantevole borgo, in provincia di Udine, situato nella valle del Lumiei, dominata da vette dolomitiche di straordinaria bellezza e circondata da prati, pascoli e malghe.
Fa parte del club dei borghi autentici d’Italia ed è uno dei centri abitati più alti della regione. Sauris inoltre si trova in una zona germanofona: si dice che la comunità che abita questa zona discenda dai coloni austriaci.
Per questo a Sauris, oltre ovviamente all’italiano, si parla un tipico dialetto tedesco, molto simile ai dialetti tirolesi o della Carinzia tedesca. Il comune di Sauris si divide in tre frazioni: Sauris di Sopra (1.400 m s.l.m), Sauris di Sotto (1.200 m) e Lateis (1.300 m), tre piccoli borghi autentici che distano fra loro solo pochi chilometri.
Sauris si distingue per la sua architettura tipica, con case in legno e pietra, che rispecchia lo stile alpino tradizionale. Vedrete le due chiese, di San Lorenzo (a Sauris di sopra) e del Santuario (a Sauris di sotto), risalenti al 1500 e che custodiscono entrambi opere dell’artista Michael Parth da Brunico.
Sono presenti anche tre musei: il centro etnografico Haus van der Zahre, il centro storiografico – museo di S. Osvaldo e la mostra permanente sui cimeli di guerra. Sauris infine è inserito in una verde conca circondata da laghi e montagne, attraversata da numerosi sentieri che conducono sulle vette delle montagne circostanti.
Si può visitare il lago di Sauris, uno specchio d’acqua verde che sembra inserito da un pittore nel panorama della valle.
Sappada
Sappada, incantevole borgo alpino situato al confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, è un vero gioiello tra le Dolomiti.
Sappada (Plodn nel dialetto locale) è una famosa meta di turismo invernale ed estivo. La sua origine è altomedievale ed è attribuita al patriarca di Aquileia che avrebbe chiamato in questa zona allora disabitata un gruppo di famiglie dalla Baviera.
Ancora oggi, a Sappada si parla infatti un antico dialetto tedesco. Il borgo vanta una particolare architettura rurale rappresentata da case di legno costruite con l’antica tecnica del blockbau. Passeggiate quindi per le 15 borgate che compongono quello che è di fatto un comune esteso, tra case tradizionali e botteghe artigianali.
Per i suoi 1245 metri di altezza, Sappada inoltre è il borgo più alto della regione, splendidamente incastonato tra la Carniae il Cadore.
In inverno, infatti, Sappada è una destinazione molto amata dagli appassionati di sci e sport invernali, che qui troveranno piste per tutti i livelli e un’atmosfera accogliente.
Durante l’estate, invece, il borgo si trasforma in un paradiso per gli escursionisti e gli amanti della natura, con sentieri panoramici che attraversano paesaggi incontaminati.
Tra le tradizioni, la più nota è il Plodar Vosenòcht, il carnevale sappadino, che impegna l’intero paese per tre domeniche e ha come protagonista la tipica maschera del Rollate.
Erto e Casso
I due borghi di Erto e Casso compongono un unico Comune situato in provincia di Pordenone, nell’area più occidentale del Friuli Venezia Giulia.
Sono accomunati dalla tipica architettura di montagna, per la quale negli anni ’70 sono stati dichiarati monumento nazionale. I due borghi inoltre condividono il ricordo di una tragedia, furono infatti duramente colpiti dal disastro del Vajont del 1963.
Oggi la memoria della tragedia resta viva nella mostra permanente allestita nel Centro Visite di Erto, dove si trova anche il Museo del Vajont che ripercorre quella triste pagina di storia. Esplorate poi i due paesi diversi per storia, lingua e tradizioni.
Per gli amanti della natura e delle escursioni, i dintorni offrono numerosi percorsi nello splendido contesto delle Dolomiti Friulane. A Erto si trova inoltre una rinomata palestra di roccia conosciuta a livello internazionale.
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