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Sembra un regno incantato tra borghi di pietra e fioriture pazzesche: ecco dove andare in primavera

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La primavera in Umbria è la stagione in cui il paesaggio cambia ogni settimana. È il momento migliore per girare tra vigneti, laghi, cascate e borghi medievali senza il caldo estivo né la folla dei mesi centrali. Ecco come costruire un viaggio di primavera in Umbria che alterna natura, vino, cavalli, laghi e grandi fioriture, con consigli concreti per muoversi e organizzare le tappe.
Spello

Come arrivare in Umbria e quando andarci in primavera

spello
Primavera in Umbria

L’Umbria è al centro dell’Italia e questo la rende facile da raggiungere sia in treno che in auto.

La rete ferroviaria collega bene Perugia, Assisi, Foligno, Spoleto e Terni con le grandi città italiane; chi arriva in auto percorre spesso l’autostrada del Sole con uscita verso Perugia o Orte, da cui si diramano superstrade che portano ai principali centri.

È presente anche un aeroporto nei pressi di Perugia, collegato con alcune città italiane ed europee, utile per un weekend lungo.

La finestra migliore va da fine marzo a inizio giugno. Ad aprile l’erba è di un verde intenso e i boschi sono umidi, perfetti per camminare; tra maggio e l’inizio dell’estate esplodono le fioriture di Castelluccio e le infiorate di Spello, e il Lago Trasimeno comincia ad avere temperature piacevoli per stare in spiaggia, in bici o in barca.

Il costo della vita resta generalmente contenuto rispetto a molte zone d’Italia: si trovano facilmente agriturismi immersi negli ulivi, case vacanza nei borghi e piccoli B&B di gestione familiare.

Per cogliere appieno la varietà di paesaggi (laghi, altopiani, colline, cascate) l’ideale è programmare almeno 4-5 giorni, ma un long weekend ben organizzato permette già di unire natura, borghi e qualche esperienza enogastronomica.

Vino, cavalli e colline: l’Umbria slow tra vigne e parchi

Montefalco
Montefalco

Primavera è il periodo in cui le cantine umbre riaprono le porte, organizzano degustazioni e visite ai vigneti: tra i nomi più noti spicca il territorio di Montefalco, adagiato su un rilievo da cui si domina la valle. Intorno al borgo si alternano filari ordinati di Sagrantino e altri vitigni locali, frantoi e piccole aziende agricole.

Le cantine propongono spesso assaggi di vino, olio e prodotti tipici, soprattutto in occasione delle feste di primavera e del periodo di Pasqua. È la zona giusta per chi vuole abbinare calici importanti, chiese medievali, vicoli silenziosi e scorci sulla campagna.

Per chi ama stare all’aperto ma preferisce tenere il bicchiere per la sera, in Umbria la primavera è fatta anche di passeggiate a cavallo. I maneggi sono numerosi e propongono uscite per chi è alle prime armi e per esperti, tra guadi, sentieri erbosi e strade bianche che attraversano ruscelli e boschi.

Lo scenario più spettacolare per una giornata intera tra cavalli e natura è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove i crinali ancora punteggiati da chiazze di neve dialogano con i prati primaverili. Lì le passeggiate a cavallo permettono di entrare davvero nel ritmo della montagna umbra: andatura lenta, odore di terra umida, il rumore del fiume in fondo alla valle.

La regione è disseminata di altre aree protette – come il Parco del fiume Tevere, il Monte Subasio, il Parco del fiume Nera, il Monte Cucco e il Parco di Colfiorito – che in primavera offrono sentieri comodi, prati fioriti e boschi ombrosi. È il momento giusto per camminare senza caldo e organizzare picnic tra uliveti e pascoli.

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Laghi, cascate e sorgenti: l’Umbria dell’acqua in versione primaverile

Passignano sul Trasimeno
Lago Trasimeno

Chi associa l’Umbria solo alle colline resta sorpreso dalla quantità di acqua che scorre, salta e si allarga in laghi.

Il grande protagonista è il Lago Trasimeno, un bacino ampio circondato da colline punteggiate di borghi medievali, uliveti e boschi.

Le giornate più lunghe della primavera permettono di guidare lungo la costa fermandosi nei paesi più caratteristici, come Castiglione del Lago con il suo centro storico affacciato in posizione rialzata, Passignano sul Trasimeno con la fortezza, le rovine di una villa romana e la spiaggia per il relax, oppure Tuoro sul Trasimeno, legato a importanti episodi storici e punto di partenza per i battelli diretti alle isole.

Il modo più coinvolgente di esplorare le rive è la bici: il Percorso Ciclabile del Trasimeno collega i principali paesi – tra cui Castiglione del Lago, Passignano, Torricella, San Feliciano, Sant’Arcangelo e Monte del Lago – con strade di campagna, sterrate e tratti panoramici. In primavera il vento è ancora fresco, i campi sono verdi e la luce del tardo pomeriggio scalda i colori del lago.

Dopo la bicicletta arriva la barca. Dal litorale partono collegamenti per Isola Maggiore e Isola Polvese (la terza isola è privata e non accessibile).

Isola Maggiore conserva un borgo di pescatori dal sapore medievale, con vicoli stretti, botteghe artigianali, ristoranti che cucinano pesce di lago e piccoli mercati. Tra gli edifici più interessanti ci sono la Pieve di San Michele Arcangelo, la Cappella e la Rocca legate al passaggio di San Francesco.

Isola Polvese, la più grande, rientra nel Parco Regionale del Trasimeno: qui dominano silenzio, vegetazione e una fauna ricca, perfetta per gli appassionati di birdwatching. I percorsi interni portano al Giardino delle Piante Acquatiche, alle spiaggette sull’acqua e ai punti panoramici che abbracciano tutto il lago.

Cascata delle Marmore

cascata delle marmore
Marmore

Altra faccia dell’Umbria dell’acqua sono le Cascate delle Marmore, pochi chilometri da Terni. Con un dislivello di circa 165 metri, sono considerate tra le cascate artificiali più alte al mondo. Furono create in epoca romana per regolare le acque del fiume Velino, convogliandole nel Nera.

In primavera, quando la portata è importante, il salto d’acqua crea nuvole di spray, arcobaleni e un rumore sordo che accompagna la visita lungo i sentieri. Il parco che circonda le cascate è una rete di scale e percorsi che permettono di vederle da più punti e altezze, ideali per chi ama fotografia e trekking brevi.

Fonti del Clitunno

fonti del clitunno
Fonti del Clitunno

Non lontano, lungo la via Flaminia tra Spoleto e Foligno, le Fonti del Clitunno mostrano un volto completamente diverso: uno specchio d’acqua chiaro, alimentato da sorgenti sotterranee, bordato da salici piangenti, pioppi e fiori che si riflettono sulla superficie. L’atmosfera è raccolta e romantica, tanto da aver ispirato scrittori e artisti nel corso dei secoli.

A completare la visita c’è il Tempietto del Clitunno, piccolo edificio paleocristiano inserito nella lista dei Beni Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, che testimonia il legame tra spiritualità e paesaggio in questa zona.

Fiori, borghi e tradizioni: l’Umbria più scenografica in primavera

fioritura castelluccio di Norcia
Castelluccio di Norcia

Il simbolo visivo della primavera umbra è l’altopiano di Castelluccio di Norcia, circondato dalle cime dei Monti Sibillini.

Il borgo, posto a circa 1500 metri di quota, domina i piani sottostanti come il Piano Grande. Tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, i campi esplodono in una fioritura spontanea: papaveri rossi, fiori gialli, viole, lenticchie in fiore e altre essenze colorano l’altopiano con chiazze irregolari. È uno spettacolo fragile, che cambia di settimana in settimana in base al clima: chi arriva in questo periodo cammina lungo strade sterrate circondate da campi che sembrano tessuti.

spello
Spello

Il dialogo tra fiori e pietra continua a Spello, uno dei borghi più curati della regione, adagiato sul Monte Subasio.

Qui le case in pietra rosa e le scalinate vengono decorate tutto l’anno con vasi traboccanti di gerani, piante aromatiche e rampicanti. In primavera, però, la passione per i fiori raggiunge il culmine con l’Infiorata del Corpus Domini, quando le vie principali si trasformano in lunghi tappeti di petali.

Nei giorni precedenti la festa, gli abitanti si organizzano in squadre: c’è chi raccoglie fiori sul Subasio e nelle vallate, chi sfoglia i petali dividendo i colori, chi trita le erbe profumate. Nella notte tra sabato e domenica, i disegni vengono ricreati sul selciato centimetro per centimetro, con un lavoro di concentrazione e pazienza che coinvolge giovani, anziani e spesso anche visitatori curiosi. Al mattino il borgo si sveglia rivestito di quadri effimeri a tema religioso o artistico, che verranno poi attraversati dalla processione.

Fuori dalle infiorate, Spello merita per i suoi atelier d’arte, i laboratori artigiani e le viste sulle colline coltivate ad ulivi. Passeggiando, l’odore di terra umida si mescola a quello di incenso che esce dalle chiese e del pane caldo nelle botteghe.

L’Umbria in primavera è anche un mosaico di borghi storici che acquistano una luce diversa. Tra quelli inseriti nell’elenco dei “borghi più belli d’Italia” spiccano, oltre a Spello e Montefalco, località come Castiglione del Lago, Bettona, Arrone, Deruta, Massa Martana, Paciano, Passignano, Gubbio, Assisi, Todi, Spoleto, Norcia, Bevagna, Montone, Corciano, Panicale, Amelia.

In primavera questi centri mostrano il loro volto più vivace: tavolini all’esterno nelle piazze, eventi legati alla tradizione religiosa e contadina, mercatini, cammini storici che attraversano i centri (come i percorsi francescani tra Assisi, Gubbio e la valle del Tevere).

Sul piano gastronomico, la stagione porta in tavola verdure spontanee, legumi, formaggi freschi e salumi locali. L’olio umbro, spesso prodotto in piccoli frantoi familiari, viene esaltato con bruschette semplici, mentre i grandi rossi come il Sagrantino accompagnano carni e piatti strutturati. In alcuni paesi, soprattutto nelle zone di tartufo come l’area di Macerino e Acquasparta, la primavera è ancora tempo di raccolta e degustazione, con ristoranti e agriturismi che propongono piatti a base di tartufo nero.

La Scarzuola
La Scarzuola

Chi desidera un viaggio più dinamico può intrecciare queste esperienze con cammini che attraversano la regione, percorsi in bici lungo fiumi e laghi, discese in gommone nel parco delle Marmore e visite a luoghi dall’architettura sorprendente come La Scarzuola vicino a Montegabbione, città ideale immaginata dall’architetto Tommaso Buzzi.

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