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Un lago blu nascosto tra canyon e meleti che nessuno si aspetta (e che ti conquista al primo sguardo)

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Dimentica le solite cime: in Val di Non c’è un lago da togliere il fiato! Il Lago di Santa Giustina è un blu intenso che spunta tra canyon, meleti e borghi sospesi. Un angolo sorprendente del Trentino, perfetto per chi sogna relax, foto wow e un pizzico d’avventura.

Il gigante d’acqua della Val di Non: perché il Lago di Santa Giustina conquista subito

Il Trentino lo si immagina fatto di cime e di malghe, invece qui il protagonista è un lago: il Lago di Santa Giustina, il più grande bacino artificiale del Trentino. Una distesa blu che taglia la Val di Non come una lama di luce, incorniciata da meleti e canyon. La diga è un colosso: ben 152 metri di altezza, un capolavoro di ingegneria che però convive con prati, aree relax e sentieri facili. L’acqua è limpidissima, il ritmo è lento, l’effetto wow arriva già dal primo belvedere, cioè dal momento in cui la valle si apre e l’azzurro compare tra gli abeti.

Nonostante la vocazione idroelettrica, l’area è pensata per chi vuole staccare: sulla sponda sud-est ci sono prati con tavoli da picnic, zone d’ombra e punti perfetti per una siesta con vista. Il periodo migliore? Da maggio a ottobre, quando i meleti profumano e il meteo è più stabile. In autunno il foliage colora tutto di rame e la luce al tramonto fa sembrare il lago una pellicola analogica: leggermente granulosa, ma bellissima, capito?

Cles, archeologia e canyon: cosa vedere attorno al lago

A due passi dalla riva si trova Cles, il borgo che domina il lago. Qui spicca il Palazzo Assessorile, dove è esposta la copia della celebre Tavola Clesiana, l’editto romano che racconta la storia antichissima della valle. Poco oltre, il profilo elegante di Castel Cles si affaccia sull’acqua come un balcone sospeso: panorama da cartolina assicurato, soprattutto nelle ore dorate.

La Val di Non sorprende anche sotto i piedi. Il selvaggio Canyon del Rio Novella regala passerelle sospese, gallerie scavate nella roccia e un silenzio che rimbomba. Alcuni tratti sono accessibili con visite guidate (partenze da Romallo/Sanzeno), durata 1,5-2,5 ore, con caschetto e torcia forniti sul posto. L’effetto è da film d’avventura: un corridoio di roccia dove l’acqua scolpisce forme impossibili e l’aria profuma di muschio.

A completare il giro culturale, merita una sosta il Museo Retico di Sanzeno, perfetto per capire chi fossero i Reti prima dei Romani, e il Santuario di San Romedio, arroccato su uno sperone calcareo. Qui bastano pochi gradini per guadagnarsi un panorama mistico sul bosco e sul lago, con campane che suonano lente e odore di resina tutto intorno.

Lago di Santa Giustina in moto: strade da godere tra curve e mele

Tra tornanti e rettilinei, il Trentino è la Terra dei bikers anche per itinerari come questo. Dalla città di Bolzano si può salire per la Strada del Vino e attaccare il Passo della Mendola: curve ampie, asfalto ottimo, belvedere da fermata obbligata. Discesa verso Fondo e quindi Cles: circa 55 km, 1 ora abbondante con soste fotografiche. È la via più scenografica, con profumo di meleti e pareti rocciose che sembrano quinte teatrali.

In alternativa, per chi arriva da ovest, spettacolare la linea del Passo del Tonale (1880 m circa): pendenza intorno al 7%, tornanti generosi, paesaggi aperti. Si scende in Val di Sole, si taglia al ponte di Mostizzolo e si entra in Val di Non verso il lago. Occhio in mezza stagione: possibili raffiche laterali nei tratti più esposti e umidità nelle ore serali vicino all’acqua. In inverno non è da improvvisare: neve, possibili lastre di ghiaccio e fa presto buio.

Consigli rapidi, quelli che salvano la giornata:

  • Montare pneumatici in buono stato e verificare i freni prima di affrontare i tornanti.
  • Tenere un antivento leggero: la temperatura cala appena si costeggia la diga.
  • Attenzione agli animali selvatici all’alba e al tramonto, soprattutto nei rettilinei in fondovalle.

Sentieri, attività e info pratiche: come vivere il lago al meglio

La passeggiata lungolago è facile e rigenerante. Tra Cles e le sponde più alte della diga parte una rete di sentieri e strade sterrate tra meleti e belvedere, con tratti alla portata anche di famiglie. In 60-90 minuti si assaggiano scorci diversi: acqua turchese, rocce a picco, prati che invogliano a una merenda seduti sull’erba. Scarpe comode, acqua e una felpa per il rientro sono la combo giusta.

Per chi ama l’outdoor ad acqua bassa: in stagione alcuni operatori propongono tour in kayak o SUP nei tratti autorizzati, soprattutto verso gli imbocchi dei canyon. Qui la magia sta nel silenzio: pareti verticali, eco perfetta, luce che filtra dall’alto come in una cattedrale naturale. Balneazione non sempre consentita e livelli del lago variabili: meglio rispettare cartelli e zone off-limits, perché sicurezza prima di tutto.

Dove fermarsi e cosa mettere in zaino:

  • Aree picnic attrezzate sulla sponda sud-est, con prati e ombra naturale.
  • Parcheggi nei pressi dei principali accessi ai sentieri; in alta stagione conviene arrivare presto.
  • Stagione top: da maggio a ottobre. A ottobre il foliage è da cinema, a luglio i tramonti sono di un arancio quasi tropicale.

Voglia di allungare il viaggio? Il Lago di Carezza e il Lago di Braies sono due assi nella manica per chi cerca il tris. Ma qui, tra diga monumentale, borghi gentili e canyon da esplorare, il richiamo resta uno: prendere fiato, lasciarsi guidare dall’acqua e fare spazio a un po’ di meraviglia.

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