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Borghi delle fioriture, i 10 più belli da visitare in Italia

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Cascate di glicine e bouganville, tappeti di papaveri, trionfi di ginestre.

La primavera è sbocciata nei borghi d’Italia che in questo periodo dell’anno si trasformano in una vera esplosione di colori e profumi.

Borghi fioriture
Borghi fioriture

Dal nord al sud dello stivale, ecco i borghi più fioriti dove passeggiare tra giardini esotici, parchi lussureggianti e terrazze profumate.

Bellagio, Lago di Como, Lombardia

Bellagio
Bellagio

Ville signorili, giardini lussureggianti e trionfi di glicine, Bellagio è la meta perfetta per una fuga di primavera.

Noto come la “perla del Lario”, Bellagio è uno dei borghi più belli e famosi del Lago di Como.

Vanta una posizione unica, in quanto si trova sull’estremità settentrionale del Triangolo Lariano, nel punto in cui si dividono i due rami del lago. Protetto dalle montagne alle spalle, il borgo si adagia lungo le rive del lago davanti alle sue scintillanti acque smeraldo.

Le sue origini, ma anche la sua fama, risalgono già al tempo dei romani. Oggi queste elegante e signorile borgo continua ad affascinare con le sue belle ville e giardini.

Tra queste Villa Melzi è una delle perle di Bellagio, una meravigliosa residenza ottocentesca circondata da un giardino abbellito da piante rare ed esotiche.

Merita anche Villa Serbelloni con il suo parco pubblico. Girando poi tra le stradine pittoresche e le strette viuzze a gradoni del centro di Bellagio vedrete testimonianze del suo sfarzoso passato. Raggiungete piazza della Chiesa, dove si trova la Basilica di San Giacomo di inizio Novecento, che custodisce mosaici del Novecento, la Deposizione di Cristo della scuola del Perugino e il Cristo morto

GUARDA ANCHE: BORGHI PRIMAVERA

Visitate poi la vicina chiesetta romanica di San Giorgio, con la statua della Madonna della Cintura, uno dei simboli di Bellagio. O la chiesa di San Giacomo, un ottimo esempio di arte romanico-lombarda. Per un po’ di meritato dolce far niente rilassatevi al sole al lido di Bellagio o sulla spiaggia libera.

Così tra storici hotel di lusso, rinomati ristoranti e famose boutique, scoprirete il fascino di questo elegante borgo che, tra i primi in Italia, accolse un turismo internazionale d’élite.

Le isole Borromee, Lago Maggiore, Piemonte

Isole Borromee
Isole Borromee

Nel cuore del Lago Maggiore si trovano le Isole Borromee, l’immagine della primavera. 

Isola Bella e Isola Madre sono le più colorate, dove passeggiare tra aiuole profumate, giardini voluttuosi e vegetazione esotica.

Si trovano davanti a Stresa e sono facilmente raggiungibili dalle località del Golfo Borromeo con i battelli della Navigazione Laghi.

L’Isola Madre è la più grande delle isole Borromee, particolarmente nota per le sue azalee, rododendri e camelie, ma anche per i pergolati di antichi glicini e l’esemplare di cipresso più grande d’Europa.

Sull’isola potete visitare l’antico palazzo, circondato da un magnifico giardino di piante rare e fiori esotici in cui vivono pavoni, pappagalli e fagiani in piena libertà. L’Isola Bella, invece, è un vero gioiello dove l’arte incontra la natura in un connubio perfetto.

Visitate il Giardino Barocco dell’Isola bella, giardino all’italiana sviluppato su terrazze, che ospita meravigliosi fiori e piante rare, e il Palazzo Borromeo che custodisce numerose opere d’arte e le curiose grotte a mosaico.

Usseaux, Piemonte

Usseaux
Usseaux

Usseaux è un piccolo borgo montano, situato nel cuore della Val Chisone, in provincia di Torino, da visitare in primavera.

Dichiarato uno dei Borghi più belli d’Italia, Usseaux si trova nel cuore delle Alpi Cozie a 1200 metri sul livello del mare, incastonato tra il parco naturale Orsiera-Rocciavrè e il parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand. È soprannominato il paese dei “murales e del pane”.

Meravigliosi murales che rappresentano animali, paesaggi e la vita contadina, decorano infatti pareti delle strade, porte e finestre delle case, trasformando il borgo in un vero museo a cielo aperto. Inoltre, al centro del paese, si trova il forno della comunità e all’esterno dei murales che ritraggono i passaggi della produzione del pane.

Fare il pane è una tradizione a cui i circa 180 abitanti di Usseaux sono molto legati. Nel borgo vedrete poi il grande lavatoio e l’antico mulino della famiglia Canton, oggi completamente ristrutturato e funzionante.

Le tipiche case di montagna con tetto in legno e muri in pietra poi sono adornate da piante e fiori che in primavera sbocciano in un tripudio di colori.

Potreste visitare la Chiesa parrocchiale di San Pietro e il Museo Brunetta d’Usseaux – Protagonisti ed Eroi dedicato alla figura del Conte Eugenio, sperimentatore della fotografia ai tempi dello sviluppo in bianco-nero. Da non perdere anche una passeggiata a Balboutet, frazione di Usseaux, noto come paese delle meridiane e delle rondini.

Monterosso al mare, Liguria

Monterosso
Monterosso al Mare

Fichi d’India a picco sul mare, glicini e bouganville tappezzano le case di Monterosso al Mare. L’antico borgo marinaro, fra punta Mesco e l’isola del Tinetto, è il paese meno aspro delle Cinque Terre.

Sorge a ridosso delle colline ammantate di vigne e ulivi.

Scoprite il suggestivo borgo vecchio, dove camminare tra i suoi caruggi, stretti vicoli tipici delle cittadine liguri, e ammirare la chiesa di san Giovanni Battista dalla facciata gotica, l’antico oratorio di Santa Croce e la chiesa di San Francesco dove è custodito il dipinto della Crocifissione, attribuita a Van Dyck. Se capitate a Monterosso a maggio vedrete poi le vie del borgo tingersi di giallo per la sagra del limone.

In primavera comunque l’intero borgo ligure è un’esplosione di viola, nelle varie sfumature del glicine e della bouganville, che si staglia contro l’azzurro del mare.

Montefano, Marche

Montefano
Montefano

Attraversando piacevoli saliscendi tra girasoli, campi di grano e vigne, si arriva a Montefano, un borgo di antiche origini che prende il nome dalla divinità dei raccolti, Fanum.

D’estate in particolare le dolci colline di Montefano vengono tappezzate dal giallo dei girasoli. Montefano è raccolto all’interno delle antiche mura di cui rimane ancora il torrione dell’originario accesso al borgo.

Nelle strette vie del centro si cammina tra tipiche abitazioni in mattoni rossi. Tra questi vicoli troverete anche la casa in cui è nato Papa Marcello II.

Due sono le chiese in stile barocco da visitare a Montefano: la Collegiata di San Donato dove è anche conservato un pezzo della croce con cui venne martirizzato il santo e la Chiesa di San Filippo con il suo convento.

Montefano è anche la città natale di Arturo Ghergo, conosciuto come il fotografo delle dive, a cui la città ha dedicato il Museo Ghergo situato nel Palazzo dei Priori. Infine, un altro gioiello di Montefano è il suo teatro ottocentesco progettato da Tombolini, direttore tecnico del Teatro La Fenice di Venezia.

Infine, se volete vivere lo spirito del borgo visitatelo durante una delle giornate del Palio delle Contrade che si tiene ogni anno a luglio.

Cisternino, Puglia

Cisternino
Cisternino

I colori dei fiori spiccano sul biancore di vicoli, piazze e case di Cisternino, uno dei Borghi più belli d’Italia. Situato sull’ultimo lembo della Murgia sud-orientale pugliese, Cisternino si affaccia a sud-ovest sulla Valle d’Itria tempestata di trulli.

Nacque dall’insediamento di una piccola comunità cristiana nell’originario casale di Cisturninum, nominato per la prima volta nel 1180 in una bolla di Papa Alessandro III.

Oggi Cisternino è un ottimo esempio di “architettura spontanea”, dove l’osmosi tra spazi interni ed esterni, case, vicoli e cortili è dettata dai rapporti umani, dal senso della condivisione e del vicinato.

Passeggiate quindi sulle chianche, la tipica pavimentazione in pietra, tra strette viuzze, case bianche e piazzette assolate.

Nel borgo gli edifici più importanti sono: la torre normanno-sveva, recentemente restaurata, alta 17 metri ed eretta nell’XI secolo, sulla cui sommità è posta una piccola statua di San Nicola benedicente; la chiesa di San Nicola, costruita nel XII secolo sulla precedente chiesa basiliana dell’VIII secolo, che conserva due magnifiche sculture in pietra viva di Stefano da Putignano.

Ammirate poi il Palazzo Vescovile del 1560, con facciata tardo-rinascimentale su cui si notano gli stemmi del vescovo-barone; il palazzo del Governatore (secolo XVI) e i palazzetti nobiliari delle famiglie Pepe e Cenci.

A 3 km dal borgo si trova la chiesetta romanica della Madonna d’Ibernia, sorta intorno al 1100 nel periodo della formazione del casale di Cisternino, che conserva i resti di un preesistente cenobio basiliano, costruito non lontano da un precedente tempio pagano dedicato alla dea della fertilità Cibele.

Nel ricordo dell’antico culto ancora oggi viene venerata la Madonna d’Ibernia, al cui santuario, durante le feste primaverili, viene portato in dono il chïrrùchele, lo stesso dolce che i fanciulli pagani offrivano a Cibele per propiziarsi la fecondità.

Arzachena, Sardegna

Arzachena
Arzachena

È la città della Gallura attorno al quale è nata la Costa Smeralda, nella parte nord-orientale dell’isola.

Paesaggi mozzafiato, spiagge di incomparabile bellezza, colline ricoperte da vigneti e tesori archeologici circondano Arzachena, cittadina a 25 chilometri da Olbia.

L’abitato arzachenese fino al XVII secolo era uno sparuto gruppo di casette raccolte intorno alla chiesa di santa Maria.

Oggi è un trionfo di colori: piazzette e facciate di granito rosa e pietra bianca, scorci fioriti e spazi verdi costellati di boutique e negozi di artigianato. Intorno alla cittadina si trovano i caratteristici stazzi, insediamenti rurali convertiti in b&b e agriturismi, oltre a tante suggestive frazioni di un Comune ‘giovane’, istituito nel 1922.

Arzachena è conosciuta per l’estrazione del granito, che compone le architetture del centro storico, e per le rinomate cantine vitivinicole che producono il vermentino di Gallura.

Oggi è riconosciuta come simbolo di lusso, mondanità e turismo d’élite della Sardegna ma Arzachena non è solo questo. La cittadina ha un passato affascinante di cui resta traccia indelebile.

Nel centro storico c’è il monti incappiddhatu (monte col cappello), una roccia nota come il Fungo, plasmata in modo originale dal tempo e usata fin dal Neolitico recente. Intorno ad Arzachena si trova poi un esteso parco archeologico.

Il sito più antico e famoso è la necropoli di Li Muri (fine IV millennio a.C.), detta delle ‘tombe a circolo’. Tra le testimonianze dell’età del Bronzo spicca il nuraghe Albucciu, edificio ‘a corridoio’ nascosto in un boschetto di olivastri.

Attorno al nuraghe, i resti del villaggio e a 80 metri la tomba Moru, risultato della trasformazione di un allée couverte in tomba di Giganti. Vedrete poi il tempietto di Malchittu, ‘teatro’ di cerimonie rituali, e due tombe di Giganti, costruite in più fasi tra l’età del bronzo antica e media: la tomba di Coddu vecchiu e la celebre tomba di Li Lolghi, realizzata interamente in granito.

Castelluccio di Norcia, Umbria

Fioritura castelluccio di norcia 2023
Castelluccio di Norcia

Ogni anno a Castelluccio di Norcia, in provincia di Perugia, va in scena uno degli spettacoli della natura più belli d’Italia: la Fioritura o Fiorita.

Tra fine maggio e metà luglio, l’altopiano alle pendici del Monte Vettore, a pochi chilometri dal borgo umbro, regala un’esplosione di colori che va dal giallo all’ocra e dal verde al viola.

È un incredibile tappeto di migliaia di fiori che sbocciano spontaneamente nella zona del Pian Grande e del Pian Perduto. Vedrete lenticchie, papaveri, genzianelle, narcisi, violette, asfodeli, trifogli e tanti altri meravigliosi fiori. Dopo aver visto questa meraviglia della natura vale la pena visitare il borgo di Castelluccio di Norcia, dove favole, leggende e tradizioni si fondono con la natura.

Il paese della fioritura sorge a 1452 metri sulla cima di un colle che sovrasta l’altopiano, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Nel paese vedrete resti della fortificazione cinquecentesca e le due chiese: la chiesa del Santissimo Sacramento all’interno della cinta muraria e Santa Maria fori le mura.

Gangi, Sicilia

Gangi
Gangi

A 120 km da Palermo e a circa 60 km da Enna, sul Monte Barone sorge Gangi, uno dei Borghi più belli d’Italia, che vanta una vista meravigliosa sull’Etna di fronte.

È un borgo medievale dalle origini mitiche e il profumo di montagna che affascina per le stradine acciottolate, i palazzi signorili, le case addossate le une alle altre, con balconcini in ferro battuto sempre decorati da fiori colorati. Il borgo conta 18 chiese, tra cui vale la pena vedere la chiesa di San Paolo, del XVI secolo, e la chiesa dell’Abbadia.

Su Corso Umberto I si affacciano i palazzi più belli, tra cui l’ottocentesco palazzo Mocciaro con i suoi saloni affrescati, in uno dei quali si trova un tondo con la rappresentazione pittorica della Gangi dell’epoca. 

Da non perdere il belvedere, da cui si gode di un magnifico panorama sui tetti delle case della parte bassa del paese e sulle campagne che in primavera diventano un’esplosione di fiori e colori.

Noto, Sicilia

Infiorata di noto 2023
Noto

In Sicilia la meta primaverile da non perdere è Noto, la capitale del barocco, dove ogni anno si tiene la tradizionale Infiorata.

Quest’anno la 45a edizione si celebra dal 17 al 21 maggio. Dal 1980 Noto, in provincia di Siracusa, viene inondata di suoni, colori e fiori in occasione di questa manifestazione tradizionale.

Da allora, durante la terza settimana di maggio, via Nicolaci di Noto si trasforma in un lungo e colorato tappeto di fiori per salutare la primavera.

Per l’edizione 2024, invece, è stato scelto il tema “Omaggio a Giacomo Puccini nel suo Centenario“.

Via Nicolaci, la via barocca che ascende dolcemente verso il cielo, accoglie quindi un grande tappeto colorato composto da 400.000 fiori.

Provengono in parte dalla Val di Noto e sono per lo più crisantemi, gerbere, garofani, margherite, rose e fiori di campo, tipici del mese di maggio. L’Infiorata è dunque uno dei momenti migliori per visitare la cittadina siciliana, patrimonio Unesco, dalla maestosa scenografia barocca.

Ravello, Campania

Ravello
Ravello

Ha incantato Wagner che la elesse suo rifugio di meditazione, ha ispirato Escher che l’ha ritratta nei suoi dipinti, ha stupito lo scrittore Gore Vidal che ci rimase per trent’anni e divenne cittadino onorario.

Ravello ha sedotto qualsiasi visitatore, compresi aristocratici, politici, artisti e dive di ogni epoca.

Fondata nel V secolo come luogo di rifugio dalle scorrerie dei barbari che segnarono la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Ravello sorge su una ripida rupe a 315 metri, invece che sulla costa come le altre cittadine della Costiera Amalfitana, e offre un panorama eccezionale su Maiori, Minori e l’intero golfo di Salerno.

In primavera Ravello sboccia come i colorati fiori dei meravigliosi giardini delle sue famose ville. In primis Villa Rufolo, il vero gioiello di Ravello.

È un’elegante villa con incantevoli giardini affacciata sul mare, costruita nel XIII secolo dalla famiglia Rufolo che ha rappresentato per oltre due secoli il simbolo della potenza economica e politica della Ravello medievale.

Da non perdere i giardini del belvedere che, insieme al chiostro, sono diventati alcune delle icone di Ravello. Al pari di Villa Rufolo, anche Villa Cimbrone è un palazzo storico dalla bellezza senza tempo che oggi ospita un prestigioso hotel di charme.

Oggi la villa è aperta solo agli ospiti dell’albergo, ma i giardini sono accessibili a tutti in qualsiasi periodo dell’anno. In gran parte ridisegnati all’inizio del XX secolo, con il prezioso contributo del progettista di giardini, oltre che romanziere e poeta inglese Vita Sackville-West, i giardini sono considerati tra i più importanti esempi di paesaggio inglese e di cultura botanica nel sud dell’Europa.

Nei giardini di Villa Cimbrone vedrete l’ombroso Viale dell’Immenso, realizzato nei primi decenni del XVII secolo e coperto per la sua parte iniziale da un fitto pergolato di glicine.

A seguire, il Terrazzo dell’Infinito, uno spettacolare balcone naturale, costituito da busti marmorei settecenteschi. Il panorama che si staglia davanti abbraccia i monti cilentani fino alla punta di Licosa, sul mare scintillante della Costa di Amalfi.

Di fronte a tanta bellezza, tra profumo di limoni, frutta e ginestre vi dimenticherete del tempo. Villa Cimbrone si trova a circa 10 minuti dal centro storico di Ravello ed è raggiungibile solo a piedi attraverso una stradina panoramica.

Non dimenticate di esplorare il centro storico di Ravello, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

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