Quantcast
Channel: - The Wom Travel
Viewing all articles
Browse latest Browse all 1975

Sai che a Bologna ci sono 10 posti, nascosti e insoliti, da scoprire?

$
0
0

Preferisci ascoltare il riassunto audio?

Bologna è una città da vivere e da scoprire, una meta perfetta per un weekend all’insegna della bellezza e dell’ottima cucina. Ma qual è il suo lato più misterioso? Oltre alle attrazioni più celebri, esiste una Bologna segreta, un labirinto di gemme nascoste che si svelano solo ai viaggiatori più curiosi. Sapevate, ad esempio, che in pieno centro si nasconde una piccola Venezia o che esiste un telefono senza fili che funziona grazie a un’incredibile magia acustica? In questo articolo, vi guidiamo in un tour affascinante tra i luoghi più insoliti e poco conosciuti della città.

10 posti segreti e poco conosciuti da scoprire a Bologna

  • Finestrella di via Piella
  • Teatro Anatomico dell’Archiginnasio
  • Telefono senza fili
  • Oratorio di Santa Cecilia
  • Scavi Archeologici di Sala Borsa
  • Le Tre Frecce
  • Il Vaso rotto sulla Torre degli Asinelli
  • I Bagni di Mario (Conserva di Valverde)
  • Il segreto del Portico di San Luca
  • Canabis Protectio

bologna-portici_1

Bologna Segreta: l’itinerario nel dettaglio

  • Finestrella di Via Piella

Nel cuore di Bologna si cela un angolo inaspettato che le è valso il soprannome di “Piccola Venezia”. Da una piccola finestrella in Via Piella, una stradina parallela alla centralissima Via Indipendenza, si apre uno scorcio suggestivo sul Canale delle Moline. Questo è uno dei pochi tratti d’acqua sopravvissuti alla massiccia copertura dei canali avvenuta tra il Novecento e il dopoguerra. Ammirando i palazzi colorati che si affacciano direttamente sul corso d’acqua, vi sembrerà di essere stati trasportati in un’altra città. Un tempo, questi canali erano l’anima commerciale di Bologna, alimentando mulini per l’industria della seta.

LEGGI ANCHE: DINTORNI DI BOLOGNA

  • Teatro Anatomico dell’Archiginnasio

All’interno dell’Archiginnasio, la sede storica della più antica università del mondo occidentale, si trova un capolavoro unico: il Teatro Anatomico. Progettato nel 1637 dall’architetto Antonio Paolucci, questa sala a forma di anfiteatro, interamente realizzata in legno d’abete e cedro, era utilizzata per le lezioni di anatomia. Al centro spicca un imponente tavolo da dissezione in marmo, mentre tutto intorno la sala è decorata con statue lignee raffiguranti celebri medici dell’antichità e del passato bolognese. A colpire sono soprattutto le due famose statue degli “Spellati”, opera di Ercole Lelli, che sorreggono il baldacchino sopra la cattedra del professore.

  • Telefono senza fili

Sotto il Voltone del Podestà, che collega Piazza Maggiore con Piazza Re Enzo, si nasconde un divertente segreto acustico. Non è un oggetto, ma un curioso effetto architettonico che permette di comunicare a distanza senza alzare la voce. Posizionatevi in due negli angoli diagonalmente opposti della volta, con il viso rivolto verso il pilastro, e sussurrate qualcosa: la persona nell’angolo opposto sentirà le vostre parole come se foste uno accanto all’altro. La leggenda narra che questo ingegnoso sistema venisse usato nel Medioevo per permettere ai lebbrosi di confessarsi a distanza, senza rischiare il contagio.

  • Oratorio di Santa Cecilia

Nascosto in Via Zamboni 15, alle spalle della Basilica di San Giacomo Maggiore, si trova un tesoro d’arte spesso trascurato: l’Oratorio di Santa Cecilia. Conosciuto come la “Cappella Sistina di Bologna”, questo luogo sacro custodisce un eccezionale ciclo di dieci affreschi rinascimentali, realizzati all’inizio del Cinquecento dai più importanti pittori della scuola emiliana e bolognese dell’epoca, tra cui Francesco Francia e Lorenzo Costa. Le opere narrano la vita e il martirio di Santa Cecilia con una vivacità e una ricchezza di dettagli che lasciano senza fiato.

  • Scavi Archeologici di Sala Borsa

Sotto il pavimento di cristallo della magnifica biblioteca Salaborsa, in Piazza del Nettuno, si trova un pezzo della Bologna più antica. Durante i lavori di ristrutturazione degli anni ’90, sono venuti alla luce i resti della Bononia romana, incluse le fondamenta di una basilica civile e un tratto del decumano massimo. È possibile ammirare questi reperti direttamente dalla sala principale della biblioteca, guardando attraverso il pavimento trasparente, oppure scendere al piano interrato per una visita più ravvicinata a questo piccolo ma affascinante museo archeologico.

  • Le Tre Frecce

Camminando sotto l’antico portico in legno di Palazzo Isolani, in Strada Maggiore, aguzzate la vista e guardate verso il soffitto. Conficcate tra le travi di legno, noterete tre frecce. La leggenda più popolare racconta che tre briganti furono inviati per uccidere un signorotto locale. Proprio mentre stavano per scoccare le frecce, una fanciulla si affacciò nuda a una finestra, distraendoli. I dardi partirono in direzioni casuali, conficcandosi nel soffitto e salvando così la vita al bersaglio designato. Un piccolo mistero che aggiunge un tocco di avventura alla vostra passeggiata.

  • Il Vaso Rotto sulla Torre degli Asinelli

Un altro dei segreti più curiosi è legato alla Torre degli Asinelli, simbolo della città. Si dice che sulla sua sommità sia custodito un vaso rotto. La sua esistenza non è certa, ma la leggenda vuole che rappresenti la capacità dei bolognesi di risolvere i conflitti e di trovare un accordo. Un simbolo delle buone qualità politiche e dell’ospitalità della città, nascosto nel punto più alto del centro storico.

  • I Bagni di Mario (Conserva di Valverde)

Non lasciatevi ingannare dal nome: i “Bagni di Mario” non sono antiche terme, ma un’affascinante opera di ingegneria idraulica del Rinascimento. Il suo vero nome è Conserva di Valverde, una cisterna costruita a metà del Cinquecento per raccogliere le acque piovane e convogliarle verso il centro, alimentando la celebre Fontana del Nettuno. Visitare questo complesso sotterraneo, accessibile da una piccola porta in via Bagni di Mario 10, significa immergersi in un mondo antico di cunicoli e volte ottagonali che testimoniano l’ingegno con cui Bologna gestiva le sue risorse idriche.

  • Il segreto del Portico di San Luca

Tutti conoscono il magnifico portico di San Luca, il più lungo del mondo con i suoi 3.796 metri. Ma non tutti conoscono il suo significato simbolico. Il portico è composto da 666 arcate, un numero che non è casuale: nella tradizione biblica, il 666 è il numero del diavolo. Il percorso del portico, che si snoda sinuosamente lungo il Colle della Guardia, rappresenta il serpente, ovvero il demonio, che viene schiacciato ai suoi piedi dalla Beata Vergine, rappresentata dal Santuario in cima al colle. La salita diventa così un percorso di purificazione e liberazione dal peccato.

SCOPRI: VIA DEI BRENTATORI

portico-di-san-luca_1

  • Canabis Protectio

Sotto uno dei portici più antichi, all’incrocio tra Via Indipendenza e Via Rizzoli, alzando lo sguardo verso la volta della Torre Scappi, troverete un’enigmatica iscrizione in latino: “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia”. La traduzione è “Il pane è vita, la canapa è protezione, il vino è gioia”. Questa frase non è un inno a sostanze illegali, ma un richiamo alla storia economica di Bologna. La canapa, infatti, è stata per secoli una delle maggiori fonti di ricchezza e “protezione” per la città, grazie alla sua fiorente industria tessile. Un piccolo dettaglio che racconta un grande passato di prosperità.

The post Sai che a Bologna ci sono 10 posti, nascosti e insoliti, da scoprire? appeared first on The Wom Travel.


Viewing all articles
Browse latest Browse all 1975

Latest Images

Trending Articles