Nasce in Friuli Venezia Giulia il Cammino di San Cristoforo, ideato nel 2018 per una felice intuizione della dott. ssa Forestale Luisa Cappellozza e dell’Architetto Giorgio Viel.
La volontà dietro alla creazione di questo itinerario, che si sviluppa per una lunghezza di circa 350 chilometri, riguarda il desiderio di creare una rete di connessione fra le valli raggiunte dalla ferrovia pedemontana e la ciclabile FVG3.
Il percorso nasce, infatti, nell’intento di valorizzare la storia e la bellezza del territorio dal Livenza al Tagliamento, considerato l’ultimo fiume selvaggio d’Europa: l’ultimo fiume alpino d’Europa a mantenere intatte le dinamiche naturali che hanno caratterizzato il corso di molti fiumi alpini prima degli interventi idraulici realizzati nell’Ottocento e Novecento.
Cammino di San Cristoforo: informazioni utili
L’itinerario può essere percorso a piedi o in bicicletta (per l’intero percorso!), seguendo tutto l’anello oppure una parte dell’itinerario.
Scaricando gratuitamente l’app dedicata, realizzata dall’UTI Livenza Cansiglio Cavallo e disponibile su Google Play o App Store, è possibile orientarsi nel Cammino di San Cristoforo ottenendo mappe e informazioni sul territorio tramite la navigazione GPS.
Iscritto sul Registro dei Cammini FVG e nel Catalogo dei cammini religiosi italiani del Ministero del Turismo, il cammino è dedicato a San Cristoforo, secondo la tradizione protettore dei viandanti, pellegrini e camminatori di tutto il mondo.
Il santo, in effetti, appare nelle raffigurazioni di molte delle chiese che capiterà di incontrare lungo le strade in cui si snoda il percorso e in prossimità dei guadi.
Come accade nei cammini registrati, presso gli Uffici del Turismo territoriali è possibile richiedere le credenziali MANDIpass, da compilare a seconda degli itinerari che si sceglierà di percorrere. Perché “mandi”?
Si tratta di una formula di saluto, antichissima, tipica del Friuli: mandi, da mana deus o manus dei, dal latino e dal ladino “che ti accompagni Dio”.
La durata del Cammino di San Cristoforo
Complessivamente ha una lunghezza pari a 350 chilometri e attraversa circa venti comuni: percorrendo lungo il Cammino di san Cristoforo in parte cammineremo lungo quella che era la principale via di comunicazione fra i Paesi sul Mar Baltico e Roma, la via Romea Strata.
Oltre ai borghi antichi, le chiese (più di cento), i mosaici e l’artigianato del Friuli, lungo il cammino incontreremo Patrimoni dell’Umanità quale la selvaggia bellezza delle Dolomite Friulane e il sito Palù del Livenza, uno dei più antichi siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, abitato fin dal Neolitico, dove immergersi fra sentieri e occasioni didattiche.
Dal punto di vista paesaggistico-naturale è molto interessante la steppa dei Magredi, un ambiente decisamente particolare in grado di ricordare un frammento di Asia nel cuore dell’Europa.
Cammino di San Cristoforo con i bambini
Il Cammino di San Cristoforo è adatto anche ai bambini? Sì. Lungo il percorso non sono presenti dislivelli importanti perciò l’itinerario potrebbe essere una bella idea per organizzare un viaggio di famiglia e con gli amici, zaino in spalla, passo dopo passo.
Naturalmente è sempre bene tener presente il livello di difficoltà di ognuno valutando, soprattutto per i più piccoli, stanchezza e necessità specifiche.
Il Percorso dell’Anello Val Meduna generalmente può essere affrontato in pochi giorni, tuttavia chi lo desidera può spezzare il cammino in tappe più ravvicinate, o percorrerlo solo per una parte: l’idea per un week end, nel caso fossero pochi i giorni disponibili.
Lungo il percorso troveremo panetterie, salumerie, locande e luoghi in cui riposare assaporando l’enogastronomia friulana, dove ogni piatto è capace di raccontare una lunga storia che si perde nel tempo.
Fra le colture delle piccole aziende locali a conduzione familiare c’è la cipolla rossa di Cavasso, risorsa preziosa per le famiglie contadine fino agli anni Sessanta, quando fu abbandonata: oggi viene riscoperta e valorizzata insieme a prodotti tipici come il miele dei Roncs, ottenuto con la tecnica del nomadismo da oltre 100 alveari che si spostano fra i prati friulani inseguendo stagioni e fioriture.
Quando andare
Il cammino di San Cristoforo può essere percorso in ogni stagione, tuttavia fra i periodi migliori vengono consigliati la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, meno caldi.
Poiché il territorio interessato risulta uno dei più piovosi d’Italia si raccomanda di portare con sé indumenti antipioggia e protezioni adeguate per riparare lo zaino.
Un altro periodo ottimale, soprattutto per esplorare la zona dei Magredi, più esposta al sole, è rappresentato dalla stagione primaverile, quando è possibile assistere all’esuberante fioritura delle piante endemiche.
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Gli itinerari del Cammino di San Cristoforo
Chi parte alla scoperta del Friuli con il Cammino di San Cristoforo troverà tre percorsi principali: uno accompagna nell’esplorazione della Pedemontana, un altro attraversa la pianura dei Magredi e delle risorgive, mentre il terzo è dedicato ai boschi e alle borgate della Val Meduna.
Il tratto relativo alla Pedemontana è disegnato dalla geografia dei fiumi Livenza (a cui un tempo ci si riferiva al femminile!) e Tagliamento, che storicamente hanno inciso anche sullo sviluppo del Friuli.
Il percorso
Territori vicini, ma separati dai boschi e dalla lingua, intrecciati nella cultura e uniti attraverso la rete dei sentieri, Veneto e Friuli sono testimonianza di tradizioni antichissime.
Il percorso della Pedemontana va da Caneva a Spilimbergo e prosegue per oltre 150 km: l’occasione per lasciarsi sorprendere dalla biodiversità naturale, gli antichi canali di comunicazione e le ricette tipiche.
Chi non conosce lo spazio di silenzio in grado di aprirsi nel percorso dei Magredi, ne resterà stupito.
Dalle risorgive di Cordenons alle rocce che rendono questo territorio così unico, il percorso si sviluppa fra paesaggi rurali e immense distese con l’ombra delle montagne sullo sfondo.
Con una breve digressione rispetto al percorso è possibile raggiungere il paese di Vajont, il nuovo borgo costruito nel 1971 dopo la tragedia del ‘63 alla diga, situata a poca distanza.
La progettazione
Progettato dall’urbanista Giuseppe Samonà, che si era ispirato al modello urbanistico della storia greca e romana per creare una sorta di città ideale, oggi è un frammento di Storia.
Casso al momento non fa parte del Cammino di San Cristoforo, tuttavia nel caso decideste una sosta sappiate che che nel luogo dove si trovava l’ex scuola elementare travolta dalla frana di recente è stato inaugurato il nuovo centro sperimentale per la cultura contemporanea della montagna, progettato da Valentino Stella.
Infine, la Val Meduna, una delle parti più poetiche del Cammino di San Cristoforo. Lungo questo tracciato si cammina attraverso borgate antiche per poi immergersi nella vita del bosco.
Da una parte la visione delle montagne, le Prealpi e le Alpi verso nord, dall’altra la pianura friulana che scende fino al golfo di Trieste per poi trasformarsi nell’azzurro del mare Adriatico: pura poesia.
La magia della natutra
Il punto più alto è il Monte Valinis, da cui i più coraggiosi si tuffano nell’aria librandosi come uccelli sulle ali dei deltaplani o in parapendio.
La magia della natura, l’eco della storia preistorica e le sue evoluzioni fino ai nostri giorni; i borghi, l’artigianato, le merci e i commerci attraverso territori da percorrere lentamente, al ritmo dei passi accompagnati, fino a un secolo fa, dai forti muli in grado di valicare le montagne: come sempre le vie a piedi, quale il Cammino di San Cristoforo, riescono a evocare la forza di tempi ormai lontani, in grado di rendersi di nuovo vivi nella quiete di un bosco e fra i sussurri delle pietre antiche.
Come arrivare
Emblema di una filosofia di viaggio all’insegna della lentezza e della sostenibilità, il Cammino di San Cristoforo può essere facilmente raggiunto in treno per poi continuare a piedi e con i mezzi pubblici.
La tratta Venezia-Mestre-Udine-Trieste permette di arrivare a Pordenone, la destinazione principale, da cui è possibile partire alla volta delle tappe scelte per il percorso.
Per esempio, Stevenà di Caneva può essere raggiunta con pullman di linea da Pordenone o Sacile, oppure, dalla stazione di Sacile, seguendo a piedi il sentiero segnalato. Inoltre, da Sacile a Maniago è presente la linea ferroviaria Sacile Gemona, mentre in alcuni tratti, come da Maniago a Pinzano, è possibile usufruire del servizio di bus sostitutivo del treno.
Chi viaggia con la due ruote potrà caricarla sul treno, in ogni caso in diversi punti del territorio sono disponibili servizi di noleggio bici.
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